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 Il buio su Roma – Live at MetaMorfosi(gutsofdarkness.com – 2015)
Hé bien, oui, on peut être un groupe alternatif et produire un très bon live ! ‘L’obscurité sur Rome’, tout un film, le noir et blanc cher aux Véristes, la classe à l’Italienne et une set list de treize chansons imparables. Le label Swiss Dark Nights avait déjà livré quelques belles prestations dans sa série des bootlegs mais là, en compagnie des Français de Manic Depression, il monte d’un cran encore. Pas question de série à part, Avant-Garde a souhaité faire de cette prestation capturée le 11 octobre 2013 à Rome son live officiel. Superbe idée. Le son est excellent, l’ambiance totalement cohérente du début à la fin, dans un registre cold wave tirant parfois vers un rock gothique post punk. Quelques paroles avec le public, une production hivernale, dépouillée, un mix rigoureux, un jeu impeccable, qu’on imagine volontiers un peu figé, tendu vers l’émotion, dans lequel les musiciens s’oublient légèrement pour servir le but ultime, la chanson. Globalement, la part belle est faite aux albums ‘Flesh in iron’ et ‘Antitesi’, avec en plus une composition de ‘Cyanure’ (‘Grigio’) et le bon ‘Onirica paura’ extrait du premier mini du groupe. Curieusement, il est aisé de s’imaginer le concert se dérouler en noir et blanc tant l’atmosphère sombre et classieuse colle au titre et au visuel de la pochette. Parmi les instants forts, on retiendra le titre éponyme, absolument parfait avec son clavier génial et ses guitares tendues, un ‘D’inverno’ hivernal avec sa rythmique impeccable et la guitare enneigée, sans omettre ‘Nubli altrove’ qui ravira les fans de And also the trees, un ‘Livido livore’ pareil à une valse automnale et le final ‘Onirica paura’, tout en puissance et en élégance. L’obscurité sur Rome, un cliché volé au temps, un excellent témoignage live et un disque qui s’insère sans rougir dans la discographie de Avant-Garde.

94.14 – (erbadellastrega.it – 2014)
Quello che fu il vinile di debutto omonimo degli Avant-garde datato 1999 viene riproposto oggi dalla Manic Depression con il nuovo titolo di “94.14”. Questa ristampa è di fatto un’attestazione di stima verso la band romana che nei suoi venti anni di attività – da cui si spiega il cambio di titolo del vinile – ha raggiunto ormai l’élite delle bands goth/post-punk europee. Da notare come “94.14”, con la sua tiratura a 99 esemplari, possa diventare ancor più un pezzo da collezione rispetto al vinile del 1999 edito in 300 esemplari numerati. Out dal 06 Ottobre.Antitesi – (erbadellastrega.it – 2013)
Potrei recensire il nuovo disco degli Avant-garde scrivendo dell’equilibrio perfetto degli arrangiamenti, del synth al posto della seconda chitarra che rende la sezione ritmica più palpabile, dell’uso massiccio della batteria vera che dona più corpo e calore ai pezzi, dell’ottima idea di impreziosire il brano strumentale a metà disco con la voce di Mushy che narra un racconto brevissimo di Borges. Potrei e l’ho appena fatto, ma tutto questo è ciò che chiunque noterà subito e su cui non mi soffermo oltre. Al di là del lato musicale, quello che ho concluso dopo numerosi ascolti in questi giorni e’ che Antitesi è impregnato di paura, anzi direi piuttosto timore, insicurezza, quasi Alessio (mi riferisco direttamente a lui in quanto autore) abbia affrontato una rinascita e si sia ritrovato svuotato, smarrito e incerto sul futuro. Antitesi parla di persone che se ne sono andate, di delusione spirituale, sociale, è un disco emotivamente molto carico. Non che i dischi precedenti fossero inni alla gioia, ma stavolta percepisco una cappa più pesante del solito. E proprio per questo continuo a riascoltarlo, perché sentire le proprie paure descritte da qualcun’altro in un disco aiuta.25 ottobre 2013, Mattatoio, Carpi (MO) – (rosaselvaggia.com)
Ritornare a Carpi alla serata Grotesque del Mattatoio a distanza di più di un anno dal terremoto è stato notevolmente commovente, anche se guardare le ferite che la cittadina si porta dietro ancora oggi, stringe il cuore.
La bella e grande piazza illuminata dalla facciata della cattedrale, imbrigliata ora nelle impalcature ferrigne di un restauro che forse durerà parecchio tempo, rimane indelebile nel ricordo e sfocia nell’auspicio di ritrovarla nel suo precedente splendore il prima possibile.
L’atmosfera malinconica si adatta perfettamente al live a cui assistiamo. Infatti suonano gli Avant-garde, band di Roma, fondata nel 1994 da Alessio Schiavi, chitarra e voce, Alessandro Conte, bassista e Viviana B., synth, una realtà consolidata nel mondo della musica dark Wave da un EP, due album “Cyanure” del 2004, “Iron in flesh” del 2008 e l’album odierno “Antitesi”.
A loro merito va secondo la mia opinione il fatto che cantano in italiano, costruendo proprio attraverso i testi dei loro brani un’originalità, ricca di emozioni. Il sound riecheggia quello inglese anni’80, melodie malinconiche e viscerali, come quelle dei Joy Division, nella struggente “Fra i ruderi” o le note ascendenti di chitarra di “Grigio”. come nei primi brani dei Cure. La musica degli Avant-garde trascina: si ascolta e si vive con il corpo che si muove ondeggiando. Un flusso passa dal cantante agli spettatori, s’instaura un feeling che sembra plasmarsi sulle sonorità della voce che canta ed interpreta i testi dei brani. Si riflette sulle infinite sfumature dell’esistenza: sul ricordo, sulla morte, sull’amore, sulla solitudine.
Il concerto è applaudito da un folto pubblico e quando giunge al termine lasciando il campo al dj set di Gianfranco Grotesque e di Ave imago, rimane la sensazione di una musica che entra dentro per portare in superficie i nodi che la vita ha stretto in ognuno.
Si esce nella notte immersa in quel “Mare di silenzio” appena ascoltato: i passi risuonano sul selciato, l’impressione di solitudine dilaga, sembra di penetrare nell’atmosfera rarefatta di “Onirica “, le note della musica si affievoliscono, si perdono nel buio delle strade vuote mentre gli sguardi smarriti cercano una speranza di vita nei palazzi feriti dal sisma.

Antitesi – (luxatenealibros.blogspot.com.es – 2013)
Publicado el pasado día 30 de abril a través del prestigioso sello discográfico francés MANIC DEPRESSION RECORDS, en este año 2013 el grupo italiano Avant-Garde ha presentado este tercer trabajo en su carrera musical titulado “Antitesi”. Creado en la ciudad de Roma por Alessio Schiavi en el año 1994, el grupo señero Avant-Garde está formado en la actualidad por Viviana Bellanza (piano y sintetizadores), Alessandro Conte (bajo) y Alessio Schiavi (vocalista, guitarra y programaciones de batería), habiendo contado con la colaboración profesional de Gianmarco Bellumori (batería) y de la cantante y compositora italiana Mushy (Valentina Fanigliulo) como vocalista en el precioso tema “I Due Labirinti”, canción inspirada en el relato corto “Los Dos Reyes y Los Dos Laberintos” escrito por el maestro Jorge Luis Borges (1899 – 1986) en su ilustre obra “El Aleph”, y del cual toma su atrayente lírica. El impresionante álbum “Antitesi” ha sido producido por Libero Volpe, Gianmarco Bellumori y el propio grupo Avant-Garde en un trabajo musical marcado por la belleza melódica y la fuerza lírica de sus temas creados con sumo talento por Alessio Schiavi dentro de un estilo post-punk sonoramente brillante y de belleza hipnóticamente siniestra. Unos temas arreglados por el propio grupo que han sido masterizados con maestría por Rino Rizzo, ofreciendo una calidad musical final de admirable sonoridad que conquistará el espíritu de los lectores de Lux Atenea Webzine que adquieran esta maravillosa edición. Con un diseño artístico del álbum llevado a cabo por Viviana Bellanza como fiel imagen del espíritu gótico que inspira este nuevo trabajo, de lo que no cabe la menor duda es que Avant-Garde se va a convertir en uno de los grupos musicales que más van a disfrutar escuchando en su equipo de música en cuanto se dejen hechizar por esta oscura magia tan seductora e irresistible.
Iniciamos la audición de este álbum adentrándonos suavemente en su insondable universo interior a través del tema “Dove Solo Tu Vorrai”, antes de sumergirnos en la oscura atmósfera que envuelve a la magnífica canción “Disincanto” con ese halo de decadencia, nostalgia y melancolía que tantas glorias artísticas ha provocado y bendecido a su vez. ¡¡¡“Disincanto”, aristocrática elegancia musical gótica!!! Posteriormente, en el contundente tema “Epoque” seremos atrapados por las pasionales raíces de lo primordialmente intenso para ser luego cautivados por el inteligente substrato místico que irradia la gloriosa lírica del maestro Jorge Luis Borges en el tema “I Due Labirinti”, sugerentemente desplegada por Mushy (Valentina Fanigliulo) en esta deliciosa interpretación. Un enfrentamiento de polaridades irreconciliables que, con incontenible y corrosiva amargura, nos invitará a ser irradiados por la majestuosidad de lo divino en “Nubi Altrove” ante la contemplación emocional de esta belleza sublime, y brindando con ese trago agridulce que la vida nos ofrece al respirar la melódica esencia sonora de la canción “Livido Livore” que desembocará en las infernales orillas de lo funesto y lo aciago cuando “Il Buio Su Roma” conquiste nuestra alma sensible con lo que musicalmente más nos atrae, gracias a este tenebroso dimensionamiento vocal protagonizado por Alessio Schiavi. Con el tema homónimo del álbum sonando en nuestros oídos, retornaremos a la enérgica fuerza musical de Avant-Garde en un rock gótico de amplia sonoridad instrumental que les fascinará. Tras los segundos de silencio del siguiente corte, a continuación, los temas extras incluidos en este trabajo nos invitarán a disfrutar de dos sorprendentes versiones de las canciones “Livido Livore” y “Antitesi” a través de una tenebrosa mirada de selénico brillo (Night Version), y de una esencia melódica sobrenatural y demoníaca mucho más marcada (Weird Mix), respectivamente. “Antitesi”, artísticamente hablando, la cultura gótica vuelve a renacer con fuerza en esta fértil tierra poblada de genios musicales llamada Italia. ¡¡¡Disfrútenlo!!!

Antitesi – (darkentries.be, Kurt Ingels – 2013)
Deze Romeinen gaan al bijna 20 jaar mee al wisten ze in die twintig jaar ‘slechts’ 3 albums uit te brengen, “Cyanure”, “Iron The Fles” en nu is er onder het motto de aanhouder wint deze “Antitesi” die bij het Franse genre label Manic Depression verschijnt.
Het geluid van de groep, ondertussen in nieuwe bezetting die synths mee integreerd in het totaal geluid, klinkt als gothic rock met death rock invloeden, “Epoque” is hier van een mooi en stichtend voorbeeld, klagende gitaren op een strak ritme en de Italiaans, ietwat mysterieus aandoende zangpartijen kleuren dit nummer mooi, rebels zwart.
Opener “Dove Solo Tu Vorrai” van zijn kant is dan een stuk logger, terwijl “I Due Labirinti” zich onderhuids laat leiden door tribale drums en een kille, verhalende vrouwenstem. “Nubi Altrove” is een dromerige goth rocker drijvend op ijle synths, “Livodo Livore” is een ander hoogtepunt dat de mosterd bij batcave haalt, “Il Buio Su Roma” is en aantrekkelijke symbiose van gothic rock en death rock met een randje glam en het titelnummer “Anitesi” klinkt dreigend en bezwerend, mede door een aanzwellende opening en het instrumentale karakter van het nummer.
Het album kent in totaal 11 nummers, het 9de staat evenwel voor 10 seconden stilte en nummer 10 en 11 zijn remixen van respectievelijk het titelnummer “Antitesi” en “Livido Livore”. Met “Antitesi” leveren deze Italiaanse veteranen rond Allessio Schiavi hun meest rijpe en beste album af op heden. Derde keer goede keer dus! Laat “Antitesi” alvast voor wat naambekendheid zorgen in de gothic en death rock scene dat zou de minste return zijn die deze “antitesi” verdient.

Antitesi – (darkitalia.it – 2013)
Fra disagi interiori, paure e apatie croniche nasce Antitesi, album degli Avant Garde di Roma da sempre raccontati e musicati dall’animo instabile e oscuro di Alessio Schiavi. Il sound, i battiti e i suoni riportano a quelle sonorità scarne ed essenziali dei primi anni ottanta, tempi in cui gli echi dei Joy Division divenivano religione per molte band darkwave, in particolare dei primi Diaframma di Fiumani, che meglio di tanti altri interpretarono quella nuova “corrente culturale” che proprio dalla morte di Curtis esplodeva in tutto il mondo.
Avant Garde è sinonimo dunque di ritmi ipnotici o frenetici, chitarre pulite e riverberate, bassi altisonanti che compongono melodie articolate ed epiche, tastiere minimali di sottofondo e un supporto vocale denso e narrativo, a volte quasi afono che reincarna a tratti il grande Nicola Vannini. “Dove solo tu vorrai” parte lenta e sognante, con le chitarre alla Robin Guthrie, per poi esplodere in ritmi veloci che accolgono giri di accordi più cupi che preparano il terreno alla favolosa track two dell’album “Disincanto” che spicca per la solida matrice darkwave e per la bellezza e l’intensità delle liriche. Un vero e proprio brano “bandiera” di questa band che spalanca le porte ai suoni veloci e, ancora una volta cupi, di “Epoque” altro capolavoro molto rappresentativo del suono essenziale e rispettoso del genere che gli Avant Garde propongono con esuberanza e convinzione.
Tutto scorre alla perfezione durante l’ascolto di Antitesi, l’album non è avido di sorprese quando propone “I due labirinti” o la bellissima e tragica “Livido Livore” che racchiude nei suoi ¾ tanto spleen e malinconia cantautoriale paragonabile ai primi lavori dei La Crus di Giovanardi. Le atmosfere diventano più gotiche in “Il buio su Roma” grazie al supporto synth di Viviana B e ai solidi e precisi giri di basso di Alessandro Conte. La title track, una coraggiosa instrumental, sorprende per le svisature gothabilly e mette in luce tutto il talento, il mestiere e la creatività compositiva della band. Antitesi è un disco che si fa ascoltare, ha tutto ciò che un amante del genere (e non..) può chiedere ad una band di stampo darkwave. Davvero una bella scoperta, spero di ritrovarmi quanto prima sotto il palco ad applaudirli! Avanti così Avant Garde!

Antitesi – (versacrum.com – 2013)
Avendo anticipato coll’EP “Epoque”, il quale conteneva quattro delle undici tracce di Antitesi, le linee di demarcazione che avrebbero contrassegnato il loro passo successivo, Alessio Schiavi ed i suoi compagni confermano che la loro vena creativa è ben lungi dall’esaurirsi, tutt’altro, appare ancor feconda. Ed i contenuti di Antitesi soddisfano sia i suoi curatori che chi ascolta, il quale può gioire di cotanta ispirazione messa al servizio di canzoni dall’ermetico fascino, come l’apertura “Dove solo tu vorrai“ o l’ammaliante “I due labirinti“, che sulle prime pare limitarsi all’osservazione disincantata, ma che è invece pronta a colpirvi fulminea come il morso dell’aspide. Non stupiamoci più se proprio dall’Italia giungono così alte testimonianze in ambito death-rock (“Epoque”, Nubi altrove”), anche se ammetto che catalogare Antitesi è una forzatura, vantare simili opere non è più un azzardo, e nemmeno sfoggio di sciovinismo. Alessio ha messo a punto un meccanismo perfetto, funzionale ad un genere che non ammette variazioni, se non minime, ad una formula che potrà apparir esausta ai più. “Livido livore” è paradigmatico d’uno stile definito nella sua austera eleganza. Pochi fronzoli, la batteria che scandisce il tempo, la chitarra che cala dall’alto come la lama della ghigliottina, il cantato severo, ed un tema che viene svolto con parco uso d’iperboli, ma evocando immagini, pur se virate seppia, che risultano infine parte di un quadro sufficientemente dettagliato del dramma che s’è appena consumato. Alla lunga e strumentale title-track non solo l’onore di aver attribuito il nome all’intiera raccolta, bensì il riconoscimento, meritato, di motivo fra i più efficaci mai composti all’interno dei patri confini. E’ come se i Wall Of Voodoo di “Seven days in Sammystown” avessero scelto i vicoli più sordidi di Roma, nel buio della notte invernale a malapena rischiarata dal pallido livore emanato da radi lampioni, quale fonte dalla quale attingere per ristorare un’ispirazione a rischio d’inaridimento (il raggelante “weird mix” è invece pervaso da sottile cattiveria). Nella sua asciuttezza, Antitesi rappresenta uno dei motivi per i quali possiamo ancora tripudiare la nostra musica preferita. Scricchiolano gli usci che madri paurose tengono socchiusi, lo sguardo spaurito a saettare oltre la penombra, alla ricerca di un indizio che riveli la creatura mostruosa che si muove furtiva tra le colonne del porticato, rivelandosi infine solamente un frutto della suggestione, della più atavica Paura, ma è un “Livido livore” (nella versione notturna) che l’ancella scoprirà al risveglio, macchiare le sue diafane carni con un marchio che suscita il più profondo ed infido orrore, a richiamare una realtà che si vuol disconoscere…

Epoque – (versacrum.com – 2013)
Ricevo questo mini dall’amico Alessio Schiavi, che col suo progetto Avant-Garde mi ha viziato, mai essendo mancate le soddisfazioni. Quattro tracce che anticipano l’imminente album “Antitesi”, delle quali tre sono presenti in versione alternativa, ascrivibili alla wave più classica e rispettosa della tradizione; arrangiate con cura “Epoque” ed “Il buio su Roma” (album version, quest’ultima, la prima in vece èsingle edit) sono brani che nella loro spoglia semplicità rimandano a quelle fredde giornate invernali allorquando, ad onta del clima poco clemente, si tenta comunque una sortita fuori dalle accoglienti mura domestiche, sfidando il gelo e godendo del paesaggio che la stagione rende del tutto peculiare. Il weird mix della istrumentale “Antitesi” (altro pezzo non cantato è “Livido livore”) chiude il poker, solenne marciajoydivisioniana dalla quale traspare l’amore ed il rispetto che i nostri nutrono nei confronti dei Maestri, e che si traduce in una rilettura aderente ai canoni da questi tramandati fino ai giorni nostri.

Antitesi – (thisisgothicrock.com – 2013)
Avant Garde is a veteran band from Italy, their experience and talent are displayed in this new work called “Antitesi”, because they have done an album that has a kaleidoscopic vision of true Dark Music. This album has a dominant Dark Post Punk sound, it is spiced with Gothic Rock, some Cold Wave chords which are giving a touch of elegance to their sound, and of course: 80’s Dark Wave. This band has created their own brand of Dark Music and it is executed with sheer majesty. I could describe their style as an amalgam made with the sounds of an early The Cure, And Also The Trees, the very early Other Voices, Corpus Delicti (“Twilight” era), and Bauhaus (“Mask”) In my personal experience, this album was an instant crush. If you love those dark atmospheres of the bands mentioned above, you will be bewitched with the music of Avant Garde.
“Dove Solo Tu Vorrai” literally emerges from calm waters, and suddenly it strikes you with raw passion: It is kind of a Death Rock mood in the verse, combined with stunning guitar interludes; it goes from calm to storming moments. “Disincanto” is really fine Gothic Rock- Post Punk, it made me think a little bit in Murnau’s Playhouse. It’s such a well crafted song, a brilliant mixture of darkness and elegance, love it. Straight –forward Dark Gothic sound is displayed in “Epoque”. It has fast rhythm, strong drums, deep bass lines, some frenetic guitar transitions, and the voice is in the center of this vertiginous vortex; is really electrifying. “I Due Laberinti” add some female voice to the hypnotic sound, this song is very cadenced with this seductive melody. When listening to the first 30 seconds of “Nubi Alrove”, I thought that Siouxie Sioux will be in charge of the vocals! Definitely this song has influence of the early 80’s Banshees, and this is really good.”Livido Vore” has this doomy waltzed rhythm, and delirious mood; interesting track. “Il Buio Su Roma” is a top 80’s Dark Wave- Post Punk song; it combines elegance and dramatic passages in a superb way.”Antitesi” is a very interesting and catchy instrumental tune. And finally we have some well made remixed versions of “Livido Livore” and “Antitesi”
Avant Garde have created a really good album: “Antitesi” has passion, obscure intensity, and awesome-unique Dark music. This album does not give you a break, with lots of stunning songs and captivating soundscapes. Night songs….

Époque – (ondarock.it – 2012)
Gli Avant-Garde sono, con i loro 13 anni dalla loro prima pubblicazione vera e propria, una delle realtà più solide nel panorama italiano della musica dark vera e propria, quella che continua la tradizione mutuata direttamente dalla new wave nostrana dei primi anni 80 passando per il gothic americano e ben rappresentata da questo promo anticipatore del loro terzo album, l’annunciato “Antitesi”.
Solo quattro tracce, ma vigorose e ben distinte fanno intuire la possibilità di maturazione vera e propria del gruppo, solidificatosi attorno al perno del cantante Alessio Schiavi, grazie alla batteria di Bellumori (nuovo ingresso che aggiunge spessore alla traccia “Epoque”, sulla scia del lavoro degli Artica “Ombra e Luce”) e i sintetizzatori di Viviana B, che spiccano nei brani strumentali come “Livido Livore” tessendo una malinconica e memorabile melodia di pianoforte sopra il ritmo di un valzer.
Gli altri due brani sono riflessi diretti dei primi, dividendosi la scena un pezzo veloce, in cui si nota felicemente che Alessio non usa la voce impostata a falsetto o grave ma in maniera molto spontanea, e un altro ancora tutto strumentale, freddo d’atmosfera, che nello stile e nell’uso della drum machinericorda da vicino un altro vecchio progetto capitolino, i Giardino Violetto.
Se la qualità di registrazione sembra un po’ alterna, il risultato nel complesso è convincente e lascia ben sperare per l’album vero e proprio.
Certo, siamo in territori ampiamente noti e il problema di un certo tasso di monotonia, da cui non erano esenti i full length precedenti, è dietro l’angolo, ma nel frattempo possiamo gustarci un equilibrato antipasto di musica diretta, dinamica e decisamente orecchiabile.

Iron in flesh – (erbadellastrega.it – 2008)
Avevo parlato da poco del nuovo mini cd degli Avant Garde (anche se lo avevo recensito in realtà mesi fa…ma ora EDS è tornata in carreggiata) ed avevo espresso lodi alla band capitolina con a capo Alessio. Quindi, o faccio copia incolla, o parlo del nuovo, ottimo lavoro che si chiama Iron in Flesh. Un titolo che può voler dire molte cose: Un piercing? Una protesi in seguito ad un incidente stradale? O semplicemente il freddo glaciale dell’inanimato acciaio che entra invasivo nelle nostre carni, come il dolore che, seppur seppellito sotto la nostra pelle, continua sinistro a dannarci l’anima? Non lo so, e non sono mìnemmeno certo che Alessio ne voglia parlare direttamente. Lasciamoci dunque alle spalle questo mistero ed inseriamo il cd nel lettore. Leid spiana la strada, e Gli Avant-Garde restano fedeli a se stessi, pur dilatando le atmosfere e addensandole in maniera decisa, merito forse anche della buona produzionedi Gianmarco Bellumori e del lavoro di fino fatto da Rino Rizzo (Fatti vivo!!). Salto indietro negli ’80 con Mare di Silenzio, strizzate d’occhio alla darkwave mediterranea con Fra i Ruderi (che a mio parere si mette a fianco di India degli Underground Life…)e poi avanti, tra brani già editi sul mini cd ed inediti (Riempipista al cardiopalma, “Istantanea”, dolce e liquida “Epigrafe”) prima di arrivare alla conclusione ideale, “In The Flesh”, dove come suggerisce il titolo, la band si mostra a noi di persona, in carne ed ossa, regalandoci la vera essenza degli avantgarde. Dismessi i suoni elettrici, appiattiti gli strati di Flanger e riverberi, l’anima vera, pura e romantica della band ci guarda con occhi diretti, caldi e sornioni. E come ogni gran disco che si rispetti, dopo trenta secondi troviamo anche una bonus track. Ma non vi svelo nessun segreto, fate vostro questo cd e trovatela voi. A costo di risultare monotono e ripetitivo, questo è un altro grande cd di Alessio Schiavi & co. A questo punto per stupirmi i nostri dovrebbero pubblicare qualche porcheria…ma sono sicuro che anche volendo non ci riuscirebbero. La classe non è acqua e non è possibile allungarla con il nulla. ottimi.

And also the trees + Avant-garde live @ Totem Club, Vicenza, 26 settembre 2008 – (erbadellastrega.it – 2008)
Quando ho saputo che avrebbero suonato a Vicenza gli And Also The Trees…beh mi ha fatto piacere, finalmente un concerto di peso nella desolante stagione live 2008 del Nordest, checché se ne dica in altri lidi; segnato sul calendario e via. Poi ho saputo che il gruppo spalla sarebbe stato gli Avant-Garde, ecco a quel punto è diventato un concerto imperdibile per me.
Insomma lo premetto chiaramente: il mio interesse era tutto per il gruppo romano. Dopo aver ascoltato e riascoltato i loro dischi, finalmente l’occasione di vederli dal vivo a due passi da casa, davvero impossibile perderli.
Parto alla volta del Totem Club di Vicenza, con molta calma in modo da non arrivare troppo presto. Serbo infatti ancora il ricordo della fracassata di maroni subita ad inizio anno in occasione del concerto di Frank the Baptist nello stesso locale, iniziato tardissimo e preceduto da un’attesa snervante.
Stavolta l’affluenza è già numerosa ben prima dell’inizio del concerto. Noto piacevolmente la presenza di molti non più giovani giunti apposta presumo per l’esibizione della band inglese; pochi anche gli individui bizzarri che di solito popolano la fauna cotica.
Dopo un’oretta appena comincia il live degli Avant-Garde. Mi apposto ovviamente in prima fila e mi immergo appieno nel vortice sonoro sparato dal gruppo, che propone per la maggior parte pezzi dall’ultimo album “Iron in flesh”. Bello constatare che brani come “Fra i ruderi”, “Inerme e lontano”, “Prisma di plexiglass” rendono benissimo dal vivo; non mancano comunque vecchi pezzi della band come “Onirica paura” e “Love song?”. Il momento per me più emozionante e’ quando Alessio e compagni (e ringrazio ancora) dedicano al sottoscritto la splendida “Rapito dal vento”, da togliere il fiato.
Arriva il momento degli And Also The Trees. Impossibile non dire “questo gruppo è inglese” solo vedendoli. La prima parte del loro set è volta a proporre brani dall’ultimo lavoro in studio: “(Listen for) The rag and the bone man”. Un ottimo disco se ascoltato sullo stereo, un’esperienza completa quando si vede la sua resa dal vivo: l’atmosfera unica che il gruppo sa creare nelle sue canzoni viene resa perfettamente tramite un’esecuzione impeccabile e uno scenario perfetto. Dopo una breve pausa comincia la seconda parte del concerto, che consiste nella riproposizione del secondo album “Virus Meadow”: anche qui esecuzioni impeccabili, tra parti sognanti ed eteree e prepotenti accelerate. Gli And Also The Trees ci mostrano, se ce ne fosse bisogno, cosa vuol dire essere una band post-punk carismatica e affascinante, capace di ipnotizzare e ammaliare un nutrito pubblico e renderlo pienamente soddisfatto.
Finito il concerto, quattro chiacchiere con gli Avant-Garde e poi a casa, che dentro comincia la discoteca e non c’e’ più niente da vedere.

Iron in flesh – (gutsofdarkness.com – 2008)
Annoncé par le mini ‘D’inverno’, voici le nouvel album de Avant-Garde, le second de leur carrière. ‘Iron in flesh’ est un disque aux atmosphères froides, soigné dans sa production, oscillant entre cold wave et des attaques plus agressives dans une voie gothic rock old school. Si certaines chansons se détachent nettement, le disque a été conçu comme un tout cohérent, à écouter d’une traite. Le groupe a en effet travaillé l’agencement de ses titres, n’hésitant pas glisser une ou deux pièces instrumentales comme ‘In the flesh’ ou ‘As cold as iron’ qui renforcent l’ambiance hivernale du tout. On sent que les musiciens ont de l’expérience vu la subtilité des arrangements, ainsi le bon ‘Istantanea’ où se superposent deux couches de guitare, l’une en arrière-fond quasi deathrock, la seconde orientée cold wave. Citons encore l’excellent ‘Prisma de plexiglas’ qui rappelle volontiers le gothic rock passionné de Artica ou ‘Leid’ et ses climats implacables, étrangement envoûtants. Le chant de Alessio colle à merveille aux climats des titres; ni vraiment détaché, ni réellement émotionnel (bien qu’il se lâche parfois comme sur ‘Mare di silenzio’), il occupe l’espace comme s’il était le témoin invisible des événements. ‘Iron in flesh’ est un bon disque aux atmosphères profondes, assez typique du savoir-faire italien en la matière.

D’inverno – (erbadellastrega.it – 2007)
Non è colpa mia se amo questa band. Non lo faccio apposta. E’ colpa di Alessio e soci se non sbagliano un colpo. E’ colpa loro se, pur rimanendo uguali a se stessi, continuano ogni volta ad ammaliarmi. Quattro tracce stavolta, tre inedite ed una cover (riuscitissima a mio avvoso) della già di per se splendida “Colpi di Sonno” dei capitolini Bohémien, concittadini d’eccezione dell’avanguardia da me trattata in queste poche e povere righe. Musica d’altri tempi, sonorità superate, datate, polverose ma proprio per questo terribilmente adorate da chiu, come me, ha gli occhi rivolti al presente ed al futuro ma il cuore immerso nel passato. Un mini che ha tuttop quello di cui un mini ha bisogno: il pezzo ballabile con tendenze gothrock anni 90 (Prisma di Plexiglass), il midtempo ibrido tra Mephisto Walz e primissimi Diaframma (Mare di Silenzio), il singolone Goth (D’inverno), la cover rimaneggiata con stile (la già citata Colpi di Sonno). Un quarto d’ora denso, senza un solo secondo in cui l’attenzione cada o il feeling venga meno. Ecco cos’hanno questi brani: a prescindere dall’originalità o meno della proposta (e poi a un certo punto chissenefrega…basta farlo bene e gli Avant Garde LO FANNO MEGLIO. E non mi riferisco a “quello”…poi non so;) ), questi brani hanno ANIMA e CUORE. Non sono precostruiti, e si sente. Sono caldi e vissuti, nonostante la drum machine secca e metronomica. Un ottima prova, limitata a cento copie numerate a mano, in attesa del nuovo album.

Cyanure – (versacrum.com – 2004)
Preceduto dal mini di quattro pezzi “Grigio”, ecco giungere a noi l’atteso esordio lungo del project ascritto al bravo e tenace Alessio Schiavi (al 1999 risale l’imperdibile omonimo esordio su vinile, una vera e propria chicca!). “Cyanure” non va frettolosamente classificato come omaggio ad un passato che non vuole assolutamente giacere nell’oblio, od operina consigliata esclusivamente ai nostalgici, da assumere a generose dosi onde lenire il dolore cagionato dal ricordo d’una epoca trascorsa. Questi nove pezzi dichiarano l’amore incondizionato per uno stile che ad oggi suona senza dubbio datato, ma esposto con forza tale da guadagnarsi la stima di tutti coloro che ricercano nella musica sobria eleganza. “Love song?”, “Vicolo eterno”, “Grigio” sono dotate di validissimo impianto strumentale, e l’interpretazione vissuta del bravo Alessio le rende davvero incisive. Pare davvero d’essere dinanzi ad un disco inciso nella prima metà degli anni ottanta: percussionismo tribaleggiante, chitarre taglienti, basso onnipresente, cantato epico che si staglia sull’apparato strumentale a declamare versi di grande efficacia, anche perchè resi in lingua madre. “Clessidre” e “Brucia” ribadiscono quanto appena esposto, precedute dal rito paganeggiante di “Fatuo”. E’ proprio un bel CD, “Cyanure”, costituito da canzoni vere (“Frasi nel vento” è ennesima conferma di valore), poco importa se ben presenti rimangono le linee ispirative. Complimenti ad Alessio ed a Gianmarco Bellumori della GB Productions (la resa sonora del dischetto è eccellente!), grazie a loro possiamo bearci di questo piccolo gioiello di pura ed incontaminata wave!